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Come dialogare con il proprio bambino interiore sofferente

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Come dialogare con il proprio bambino interiore sofferente

A volte, ascoltando le storie di altre persone, può accadere che anche il nostro passato cominci ad emergere, accompagnato da una vasta gamma di sensazioni. Quando le tessere mancanti del nostro mosaico personale cominciano ad andare a posto, è possibile provare un grande senso di sollievo. Ci si sente sollevati anche quando si riesce finalmente ad identificare un problema di cui fino a quel momento non ci si rendeva conto. Tuttavia, il risveglio del nostro bambino interiore può anche spaventarci. Infatti, questo essere che vive dentro di noi potrebbe uscire allo scoperto con tutta la sua storia, ed è possibile che l’adulto sperimenti le paure del bambino. […]

Prendetevi non più di un minuto di tempo per respirare e sperimentare le sensazioni che emergono dal profondo di voi stessi. Continuate a fare dei respiri lenti e profondi. In caso contrario, le sensazioni potrebbero diventare troppo intense. Entrate in voi stessi e chiedete alla voce spaventata (o triste, arrabbiata o perduta) di parlarvi. Prestate poi ascolto alla sua storia.
Prendetevi di nuovo un momento per centrarvi, continuando a focalizzare l’attenzione sul respiro. E ora ricordate a voi stessi quanti anni avete adesso. Prendete contatto con la vostra parte adulta. L’adulto che è in voi sa come prendersi cura del bambino per consolarlo e proteggerlo. Richiamate alla mente quale anno della vostra vita state vivendo in questo momento. Rammentate a voi stessi che la voce del bambino vi sta parlando del passato, non del presente. Dopodiché riconducete voi stessi al presente. Tenendo ben in mente il momento in cui state vivendo, discendente in voi stessi per trovare gli strumenti e la conoscenza di cui disponete in quanto persone adulte allo scopo di consolare il vostro bambino. Non c’è alcun bisogno di farvi bloccare di nuovo dalle sensazioni del passato.

E’ importante riconoscerle, ma ricordate che, in quanto adulti, avete la possibilità di fare scelte diverse da quelle che avete compiuto da piccoli. Spiegate tutto questo al vostro bambino, e confortatelo. La vita è diversa ora, e quindi rassicurate il vostro bambino dicendogli che vi state impegnando per crearvi una vita migliore e più sicura. Quest’esercizio rappresenta un’ottima occasione per cominciare ad adottare un atteggiamento adulto e per usare la conoscenza acquisita nel corso della vostra vita. Spostare il vostro baricentro nel presente, adeguando il vostro comportamento alla persona che siete ora, vi offrirà una prospettiva completamente diversa da cui osservare voi stessi – chi siete e dove vi trovate e quali sono le scelte ora a vostra disposizione. Proprio grazie al dialogo che instaurerete col vostro bambino perduto, comincerete a definire le linee di comunicazione che vi servono per farlo tornare a casa per assicurargli che, una volta tornato, non correrà più alcun pericolo.

Altri utili esercizi si trovano sul libro da cui è tratto questo brano: Sanda Ingerman – Il recupero dell’anima

Talvolta vicende dolorose e traumi accaduti nell’infanzia, congelano parti di noi allo stato (infantile e sofferente) in cui è accaduto l’evento. Il ritorno ad una vita piena di queste parti, il processo di integrazione del sé, può essere favorito dal recupero dell’anima.