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Beltane

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Beltane
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La festa celtica Beltane cade il 1° maggio

Beltane, chiamata anche Calendimaggio, ricorre il 1° maggio è la festa più amata in tutto il mondo celtico, è la più importante ricorrenza del calendario celtico. La parola beltane letteralmente significa «splendente» e fa riferimento al falò acceso in onore del dio Bel, o Belenus. Si tratta della festa in onore dell’estate che giunge a portare i suoi frutti. […]
Era la festa dedicata a Bel, chiamato dai Latini invasori Belenus, il dio del fuoco, che, dopo essersi accoppiato con la Dea Madre Terra e averla fecondata, muore e rinasce come suo figlio. […] Anticamente […] tutti coloro che avevano un compagno e chi non lo aveva se lo procurava per l’occasione), al termine della festa si appartavano e facevano l’amore per rafforzare la fertilità della Natura: i figli che venivano concepiti quella notte erano considerati dotati di poteri magici e si credeva fossero i morti ritornati in vita. Era consuetudine bruciare sui grandi falò un fantoccio di paglia, chiamato da certuni «the wicker man» che rappresentava l’inverno, il male e la sofferenza. Questa consuetudine è rimasta nelle feste popolari durante le quali si brucia la strega o la vecchia. Sempre come simboli della fertilità venivano innalzati i cosiddetti alberi di maggio: si trattava di giovani arbusti tagliati nei boschi e privati dei rami, che venivano infissi al centro del paese e addobbati con ogni genere di golosità: dolci, bottiglie di vino e di sidro, frutta, salumi, dolciumi eccetera. I giovani del paese si sfidavano e chi riusciva a salire sull’albero aveva il diritto di tenere tutto quello che vi era appeso. In altre zone, ad esempio nel centro dell’Inghilterra, l’albero di maggio, che rappresenta il fallo del dio, era sormontato da una ghirlanda di rami d’abete e fiori, che simboleggiava la Dea. Le ragazze da marito venivano legate con un lungo nastro rosso all’albero di maggio, che rappresentava il sesso del «green man», l’uomo verde, il dio della vegetazione. Chi voleva danzare con una ragazza in particolare, si legava con un lungo nastro verde allo stesso albero. Solitamente vi erano almeno 5-6 coppie legate allo stesso albero e l’uomo che desiderava unirsi alla sua amata doveva cercare di attorcigliare il suo nastro a quello di lei senza legarsi a nessun altro. […]

Maschile e femminile

L’integrazione degli aspetti maschile e femminile del Sé è da tempo considerato uno degli obiettivi primari dell’opera spirituale e psicoterapeutica, e Beltane rappresenta il momento in cui possiamo aprirci pienamente a quest’opera. […] Un’altra caratteristica di Beltane era la danza: tutti, giovani e vecchi, danzavano attorno ai fuochi per propiziare la fertilità della Natura e la propria salute e prosperità. I giovani che si volevano unire in matrimonio si prendevano per mano e saltavano insieme sulle braci del grande falò e questo era l’equivalente di una promessa, un fidanzamento. Le coppie sposate che ancora non avevano figli compivano lo stesso rito per pripiziare l’arrivo di una nuova vita. Le ceneri del falò venivano in parte conservate come medicinali e in parte sparse sui campi per favorire la crescita del raccolto. Un rituale molto sentito era l’elezione del Re di Maggio: veniva scelto un giovano forte, che si era distino nel corso dell’anno per qualche peculiarità, veniva vestito con foglie e cortecce e sul capo gli veniva messo un palco di corna di cervo, simbolo della fertilità, questi doveva correre per i boschi e cercare la Giovane Dea, una sacerdotessa dell’Antica Madre vestita di una leggerissima tunica di mussola con ricamati fiori e foglie, i due poi si appartavano e si univano ritualmente. […] La mattina di Calendimaggio le donne uscivano molto presto per raccogliere la rugiada, che era considerata dotata di poter taumaturgici, e veniva conservata per scopi purificatori e medicinali in piccole boccette. […] Il Popolo della Vecchia Quercia il mattino di Beltane appendeva nastri colorati agli alberi. Su ognuno di questi era disegnato il sigillo personale, e a ciascuno era affidato un desiderio o un proponimento. Man mano che nel corso dell’anno i desideri si avveravano e si ottenevano gli obiettivi che ci si era preposti, si staccavano i nastri e si seppellivano. […] Tratto da “La magia dei celti” di Laura Rangoni

Altre informazioni sui Celti:


Il calendario celtico – Shamain
Samhain – Il tempo fuori del tempo
Imbolc – Candelora
Yule – Solstizio d’inverno
Mabon – Equinozio d’autunnoo