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Essere e la strada della vita

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scegliere di essere

In questo periodo ricevo spesso persone che chiedono trattamenti sciamanici perché affermano di essere depresse, senza però che un medico abbia diagnosticato loro la depressione, ma è così che si sentono: depresse ed esauste, non sanno che strada far prendere alla propria vita e nemmeno hanno la forza di tentare qualcosa di diverso dalla solita routine.

Sempre più frequentemente si susseguono le ondate di energia che, ineluttabilmente, ci pone nella condizione di scegliere ciò che vogliamo per la nostra vita. Questa energia non consente di vegetare nelle vie di mezzo, ci impone scelte radicali, profonde, sentite, vissute pienamente con costanza, coraggio e fiducia.
La cosa importante da comprendere è che non si tratta di scegliere cosa fare, se vissuta con consapevolezza un’attività vale l’altra, bensì ci viene chiesto di scegliere come vivere. Questa scelta non la può compiere la mente, che può esplorare solo la superficie della richiesta, la scelta riguarda la nostra pura coscienza. La scelta è vera e concreta se si compie a livello dell’Essere. Le condizioni energetiche e il malessere percepito ci pongono di fronte ad un bivio: rimanere costantemente consapevoli del nostro IO SONO oppure di abbracciare la materialità più grezza affidandoci ai nostri ego (e prenderne le conseguenze). La scelta è nostra.

Per la maggior parte della gente accedere alla voce della coscienza non è facile: per farlo è necessario superare le barriere dell’ego che si manifestano sotto forma di paure, dubbi, credenze, mancanza di fiducia, superbia, ecc. barriere che vengono utilizzate per costruire la propria identità, ovvero un’idea falsa di noi stessi che nulla ha da spartire con l’IO SONO.
Ma lei è lì, la coscienza, voce dell’anima, è in noi sempre presente. Sebbene possa essere libera dell’ego solo in minima parte, se prendiamo il coraggio di andarla a cercare, è sufficiente a indirizzarci verso una nuova vita dove sentirsi depressi diventa solo un lontano ricordo. E facilmente è lei che, facendoci percepire il malessere, ci sprona a muoverci verso la vita migliore che è a nostra disposizione.

Ti sei chiesto se sentirsi esausti e depressi possa dipendere dal grande sforzo, fisico e mentale, compiuto nel tentativo di dirigere la nostra vita, senza, peraltro, riuscire ad essere felici?

Ti sei chiesto se non sarebbe più semplice, invece, farsi guidare dalla vita stessa? Dalle nostre guide spirituali, dalla nostra coscienza?
Entrare nella fiducia è la chiave. La fiducia di cui parlo non è il pensiero magico che ci fa credere che quella tal cosa che abbiamo intrapreso sortirà esattamente gli effetti che desideriamo, bensì fiducia che ogni cosa che accade è per il proprio massimo bene, esattamente così come si manifesta.

La scelta è nostra: possiamo persistere nella credenza che come ci sentiamo dipenda dalle circostanze esterne, possiamo credere che la nostra felicità dipenda da ciò che facciamo o abbiamo, che ciò che ci serve è sforzarci per trovare il lavoro giusto, la persona giusta, l’ambiente giusto che possa renderci felici, niente e nessuno ci impedirà di seguire questa strada.
Oppure possiamo intraprendere il cammino di liberazione della coscienza dall’ego, affinché diventi facile ascoltarla sempre più chiaramente, allora, finalmente, la scoperta di quale sia la nostra via, la luminosa strada che ognuno ha impresso nella propria anima e che conduce alla serenità e alla gioia, sarà la naturale conseguenza dell’evoluzione della nostra coscienza, sarà un processo naturale che si compie con leggerezza.
Un “test” ti potrà indicare se stai seguendo la tua coscienza o l’ego: se sei in pace in un posto o in una situazione, se riconosci e rispetti l’utilità di quella situazione (per esempio potrebbe esserti utile per indurti a prenderti cura di te) e decidi di muoverti in un’altra, consapevole che stai andando di bene in meglio, allora stai seguendo la tua coscienza. Se invece giudichi la situazione in cui stai, sappi che l’impulso di andartene non viene dalla coscienza ma da una delle tante forme dell’ego, giudicare la situazione è segno che in quella situazione hai ancora qualcosa da imparare, e ciò che non è appreso ti creerà problemi ovunque tu vada.

Quindi il processo è inverso a quello attuato da molti: non si tratta di capire cosa fare per realizzare ciò che la nostra anima ci chiede, bensì di liberare la Coscienza dagli ego, diventare consapevoli dell’IO SONO che siamo, finalmente ESSERE, essere ciò che siamo realmente, al di là dell’ego, le azioni che ne seguiranno saranno ispirate e conformi al cammino che l’anima ha scelto.

Non dobbiamo crucciarci se non abbiamo idea di cosa sia la coscienza, se non sappiamo contattare la nostra anima, se non sappiamo distinguere l’IO SONO dall’ego, non dobbiamo crucciarci né giudicarci se quello che abbiamo fatto fino ad ora sembra non essere servito a nulla. Questo giudizio non farebbe altro che mantenerti ancorato allo stato delle cose. Questo giudizio è ego. Sono molte le vie che conducono all’evoluzione della coscienza, alcune passano anche da periodi in cui si sperimenta l’inconsapevolezza.
Prendi, invece, un impegno serio con te stesso, rivaluta le tue priorità e poni il tuo cammino spirituale in cima alla lista, non dovrai estraniarti dal mondo, dalla famiglia, dal lavoro per farlo, anzi, l’ambiente quotidiano è il miglior terreno per liberarsi dall’ego perché non manca mai di presentarcelo. Significherà cambiare abitudini, sarà indispensabile cambiare modo di pensare. Significherà impegnarsi, vigilare sulla nostra mente e emozioni e studiare. E’ un lavoro che dovrà permeare ogni attività, 24 ore su 24, un lavoro da svolgere nella vita, non a fianco alla vita.

Talvolta significherà anche racimolare ogni briciolo di forza e speranza per ricominciare dopo che lo sconforto causato dagli errori ci ha trascinati nel baratro più nero.

Ad ogni ondata di energia che arriva sulla terra, abbiamo l’opportunità di lavorare su temi specifici, il lavoro è collettivo, molte persone sono coinvolte e chi trasmuta le proprie basse energie ed ego passando ad un altro livello di coscienza, crea un campo morfico (un campo di informazione) a cui tutti gli altri in maniera naturale si sintonizzano e ne vengono favoriti nel proprio processo di tramutazione. La scelta è ancora nostra, possiamo maledire l’energia che ci mette di fronte ai nostri malesseri, oppure possiamo cogliere l’occasione di guardare effettivamente quello che in noi ha bisogno di essere trasmutato o lasciato andare, con il favore del lavoro collettivo.

Interroga e chiedi aiuto ai tuoi Spiriti Guida, agli Animali Totem, agli Antenati, agli Angeli, ai tarocchi, usa qualsiasi strumento tu conosca, ma non chiedere cosa devi fare, bensì chiedi come restare connesso al tuo sacro IO SONO, cosa devi fare verrà di conseguenza e a quel punto non avrai più scelta, non potrai accettare compromessi: potrai scegliere solo ciò che realmente ti rende felice.

Silvia Festa
20/11/2015

La via sciamanica è la via della liberazione dall’ego, vedi qui.