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Lo sciamanesimo in occidente

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Lo sciamanesimo in occidente

Tempo di lettura: 3 minuti e mezzo


L’idea occidentale sugli sciamani

Se realmente vogliamo conoscere lo sciamanesimo dobbiamo sia lasciare andare la nostra idea occidentale di “sciamanico” che resistere alla tentazione di considerare “sciamanica” qualsiasi pratica energetica o musica che preveda il suono di un tamburo. All’occidentale sembra bastare aver letto qualche libro o, peggio, qualche post su fb per sapere cosa deve fare uno sciamano e come lo deve fare.


Gli sciamani nel mondo sono molto diversi tra di loro,
lo sono perfino all’interno della medesima tradizione. Ci sono sciamani che suonano il tamburo e altri che non fanno; alcuni incorporano spiriti animali, altri considerano gli spiriti animali delle energie basse e incorporano Dei e Dee della loro religione. Alcuni sciamani sono veggenti ma non sanno guarire, altri sanno guarire ma non sono veggenti. Altri sono entrambe le cose. Alcuni sciamani sanno guarire certe sofferenze e non altre. Ad alcuni sciamani è proibito l’alcool mentre altri lo usano abbondantemente nei rituali. Alcuni sciamani usano piante e altre sostanze psicotrope mentre altri non devono usare alcuna sostanza. Alcuni entrano in una trans molto vistosa altri semplicemente si chiudono nel proprio silenzio e preghiera. Ad alcuni si può parlare direttamente mentre ad altri è proibito rivolgere la parola e per dialogare è necessario servirsi di un intermediario.
Non si può quindi avere la presunzione di sapere come debbano essere gli sciamani e cosa debbano fare.
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La definizione di sciamano di Mircea Eliade

A me piace attenermi alla definizione fornita da Mircea Eliade:
sciamano è un titolo che le persone danno a qualcuno che abbia dimostrato di poter aiutare le persone o il territorio attraverso le proprie pratiche.

Trattamenti sciamanici


Le cose più importanti che lo sciamano fa sono invisibili

Eliade non precisa quali pratiche si debbano fare per essere sciamano perché di fatto la forma non è importante. La forma è l’abito, ciò che conta è chi c’è dentro all’abito.

Le cose più importanti che lo sciamano fa non sono visibili al pubblico, non sono i rituali di guarigione eseguiti, bensì sono le sue pratiche personali rivolte a ripulirsi, conoscersi, ricaricarsi, diminuire lego, acquisire consapevolezza, ecc.
Ciò che conta per lo sciamano è diventare quell’osso cavo (presente in molte tradizioni) attraverso il quale lo Spirito si manifesta.
Durante i rituali uno sciamano si toglie di mezzo per lasciare il posto allo Spirito.
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Ciò che conta non è ciò che lo sciamano fa e ancor meno la forma esteriore di quello che fa, bensì la persona che è diventato, perché chi è determina ciò che veicola.

Lo sciamano deve continuamente vigilare su sé stesso e considerare l’idea di un qualche merito personale o la sensazione di aver conseguito un successo o insuccesso a seguito di un rituale di guarigione come un sintomo della presenza di ego e di conseguente distacco dallo Spirito. Per l’occidentale, l’idea stessa di essere uno sciamano solo per aver frequentato dei corsi è la manifestazione di non avere capito cosa è uno sciamano e quale è il suo potere.
Negli anni ho potuto osservare persone essere canali dello Spirito, reali veicoli di benessere sebbene non si considerino sciamani, mentre altre che molto velocemente si sono “autoproclamate” sciamani essere solo veicolo di energie egoiche.
Sebbene le persone possano nascere con una naturale propensione a veicolare buone energie e possano sviluppare tale capacità attraverso delle tecniche, se non si è nati e cresciuti in una comunità indigena, è davvero difficile sapere se si è sciamani.
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Il senso delle pratiche sciamaniche in occidente

Nessuno ha il potere di far diventare sciamano qualcun altro: dichiararlo significa non aver capito nulla dello sciamanesimo o avere intenzione di mettere in atto una truffa.
Molte pratiche sciamaniche, però, possono essere usate da chiunque perché
il contatto con le proprie Guide Spirituali è un dono all’umanità
e la vita è realmente completa se si integra con il suo aspetto spirituale.

Come lo sciamano lavora costantemente sul proprio ego e per rimanere in contatto con lo Spirito, così lo possono fare tutti i praticanti di sciamanesimo. Ciò che ne otterranno è inimmaginabile: superficialmente lo si può riconoscere come maggiore conoscenza di sé, scioglimento di blocchi, miglioramento delle relazioni, miglior approccio alla vita, aumento della consapevolezza.
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Quanto è importante la tecnica?

Imparare le tecniche è piuttosto facile, praticarle in maniera efficace lo è molto meno.
Apprendere la tecnica è come entrare in possesso di pennelli e pittura, come li si usa fa la differenza.
Per esempio, puoi chiedere alle tue Guide di “manipolare” in qualche modo l’ambiente affinché una certa situazione o persona sparisca dalla tua vita, oppure puoi farti aiutare a superare ciò che ti crea difficoltà nella situazione o con la persona che vorresti eliminare.

Il praticante di sciamanesimo si deve chiedere se sta cercando una balia per rimanere per sempre un poppante o sta cercando una Guida per diventare responsabile della propria vita e davvero evolvere.
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Quando posso dire di aver imparato?

Imparare la tecnica è facile, ma perché la pratica sciamanica possa essere appresa veramente serve un certo lasso di tempo che varia da persona a persona.
Solo quando la pratica spirituale avrà cambiato profondamente la vita del praticante nei suoi aspetti più concreti, quando avrà plasmato il modo di pensare, il modo di vedere il mondo, allora si può considerare che si è iniziato a comprenderla.
Da lì il cammino evolutivo ricomincia ad un nuovo livello di comprensione dando (eventualmente) la possibilità di insegnare le tecniche sciamaniche apprese in base al proprio livello di comprensione e facendo in modo che abbiano davvero un contenuto prezioso. Insegnare le tecniche sciamaniche prematuramente significa trasmettere una tecnica vuota.

Per approfondire l’argomento leggi questo articolo.


Sto lasciando il posto allo Spirito?

La domanda «sto lasciando il posto allo Spirito?» non riguarda solo lo sciamano, riguarda ognuno di noi, che siamo praticanti di sciamanesimo o meno, e la risposta non è semplice.

Per il praticante di sciamanesimo la domanda diventa strumento per individuare i modi che usa per sfuggire da sé stesso, dalla vita e ogni volta che non sente la fiducia guidare i suoi passi.
Silvia Festa