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Progressiva esperienza individuale nella pratica dei Longevity ®

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Progressiva esperienza individuale nella pratica dei Longevity®

Quando ho iniziato il corso per istruttore di Longevity ®, non avevo ancora ben compreso la portata, da un punto di vista energetico, di questo strumento e neppure la fatica, fisica e di lavoro interiore, che il corso avrebbe comportato.
Ho approcciato questo percorso come una pratica esclusivamente fisica, scontrandomi con il limite, e quindi le difficoltà, che un tale concetto porta con sé.
In questa formazione, durato più di un anno sono passata attraverso diverse fasi: leggerezza, rifiuto, l’emersione del buio interiore più cupo, il suo necessario riconoscimento e poi la resa.

Resa a cosa? Non lo so, ma il passaggio interiore che ha permesso all’energia di fluire dentro di me e attorno a me io lo definisco resa, perché è così che l’ho sentita: una resa, intesa nel senso più sublime ed evoluto del termine. Una resa a me stessa, al buio ed alla luce che porto dentro, alla mia divinità manifesta.
Solo questa fiducia mi ha permesso di accettare lo sforzo fisico, la fatica ed il dolore che la posizione iniziale (mantenuta per interminabili manciate di minuti nel trainer formativo ) richiede.
Un po’ alla volta, proprio il vincere le resistenze verso questa posizione assolutamente e sublilmente immobile, mi ha portato oltre i miei limiti fisici e mentali, ma soprattutto oltre i limiti di questa dimensione.
Con Longevity ogni cosa dentro di me è cambiata, trasmutata ed io definisco questo come un risveglio, per quanto ancora parziale, dolorosissimo perché illumina ogni cosa, anche gli anfratti più bui della mia anima, che devono essere portati alla luce, riconosciuti, accettati, sublimati e trasmutati.
Un profondo, alchemico lavoro interiore che mi permette di osservare l’orizzonte della mia libertà. Ancora lungo è il cammino davanti a me, ma ora so che un nuovo modo, completamente diverso, alternativo, oltre ogni schema prima per me usuale, di intendere e realizzare questa esistenza è possibile.

Gli esercizi di Longevity e l’energia con la quale sono connessi, dalla quale sono permeati, hanno innescato questa mia crescita interiore, portando nuova luce nel mio cammino e in quello delle persone che incontro quotidianamente.
Un velo si è alzato anche nelle relazioni, che ora non accetto più siano solo formali o condite di ipocrisia, nel momento in cui mi relaziono lo faccio con ogni parte di me, senza filtri, da anima ad anima, nella piena consapevolezza che il mio percorso mi permette di avere. E questo chiedo anche a chi si relaziona con me.
Ogni esercizio di Longevity , diversamente, con la sua specificità, mi ha guidato in questo percorso di conoscenza di me e di superamento dei miei limiti, ponendo le basi del Risveglio.
La posizione di base mi ha donato radicamento, consapevolezza, connessione con l’energia primordiale materiale e potentissima e parimenti mi ha portato nelle vette più elevate dello spirito.
La posizione ha permesso alla mia mente di porsi quesiti mai posti e di ottenere risposte inusuali, sollevando i veli dell’ignoto.
Tra cielo e terra ha intensificato e reso ancor più tangibile tutto questo. Facendomi comprendere l’intensità di essere spirito nella materia.

Afferro l’infinito mi ha reso consapevole dei miei sogni, di cosa voglio ancora sognare e portare con me e di quali sogni invece non mi appartengono, mere chimere illusorie, impronte limitanti che hanno posto pesanti catene ai miei piedi, fino ad ora.
Il mare dell’infinito ha calmato la mia mente, portandola in luoghi magici dove l’energia è tangibile e presente, ha portato la luce nel qui ed ora ed in essa mi sono immersa
La stringa ha aperto il mio cuore, creato una connessione tra i miei chakra ed ha permesso così al respiro di fluire, alla vita di fluire in me e fuori di me.
L’arciere mi ha permesso di fissare l’obiettivo, di focalizzare l’intento, in qualsiasi direzione io intenda dirigerlo. Nella sua semplicità questa forma è uno strumento potentissimo nelle mie mani e la sua potenza sta proprio nel creare il focus dentro di me.
Il doppio triangolo mi ha dato stabilità, permettendomi di entrare in me e nel mio silenzio.
Il massaggio linfatico ha colmato il mio cuore, affamato e dolente, di amore e gratitudine
I cerchi fluttuanti mi hanno permesso di fluire con il ritmo stesso dell’Universo, in una danza circolare dove nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto trasmuta.
Il granchio mi ha messo in contatto con la mia parte più arcaica, antica, primordiale, facendomi sentire tutta la potenza della connessione con la materia, con la madre, con la terra.
La schiena a diamante mi ha portato “dentro”, sempre più dentro, nei meandri del mio cuore, della mia pancia, della mia anima.

Respirare fino a sei ha calmato la mia mente, cullato il mio corpo, ristorato la mia anima e mi ha riportato a casa.
Con la quiete ho prima incontrato i miei demoni più oscuri, aperto le mie ferite più profonde, affrontato il mio incoercibile desiderio di fuggire, per comprendere che l’unica fuga possibile è quella da me stesso, tanto immediata quanto impraticabile perché non conduce in nessun luogo, capace solo di perpetuare una inutile sofferenza.
Con la quiete ho poi incontrato la Luce e ad essa mi sono arresa.
Questo profondo percorso interiore ha avuto come cassa di risonanza il mio corpo stesso e fisicamente sono diventata più forte, radicata, fluida, armonica nei movimenti e nelle forme. Ho la sensazione di essere più alta e che la mia stessa presenza sia più imponente.
Emotivamente mi sono rafforzata, riconosco il mio valore, difendo le mie idee e la mia libertà e, finalmente, so di avere un posto mio, tutto mio, in questo mondo.
Un lavoro interiore così profondo, che ha sconquassato fin nelle basi la mia stessa essenza, ha ovviamente influenzato la mia vita, cambiandola radicalmente. Alcune cose, persone, relazioni si sono allontanante, altre si sono avvicinate, in un flusso continuo dove l’unica costante è la mia presenza consapevole.
Ancora, di tanto in tanto, la mia mente si oppone, fa le bizze, rientra nei vecchi schemi di mormorio incessante, allora paziente l’osservo, per un po’ l’ascolto, poi mi immergo nella luce attraverso la pratica e, dalla parte più profonda del mio essere, esce una sonora e fragorosa risata e tutto si acquieta dentro, fuori e intorno a me.

Luce Rossin

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