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Attraverso il giardino e la foresta interiore

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attraverso il giardino e la foresta interiore

Quello che segue è una parte di un viaggio sciamanico fatto per aiutare una persona, ma che contiene immagini e significati che possono essere utili a molte persone. Benché un trattamento sciamanico personale abbia una forza decisamente superiore alla lettura del suo racconto, questo è comunque prezioso: contiene una forza che ha un grande impatto sulla nostra energia a tutti i livelli, fino a creare cambiamenti nella vita ordinaria. La forma della scrittura a volte è sacrificata al fine di mantenere intatto il flusso energetico così come è arrivato durante il viaggio, le ripetizioni fanno parte del flusso. Prima di iniziare a leggere entra in uno stato di rilassamento, poi leggi sentendoti protagonista del viaggio, in modo da lasciare che l’energia arrivi nel tuo profondo e tu ne tragga beneficio. Un altro modo per utilizzare questo viaggio sciamanico è entrare in meditazione e visualizzare quanto descritto.

Trattamenti sciamanici

Ho visto i tuoi genitori. Stanno uno a fianco all’altro e tu sei di fronte. Tu hai detto a loro: «Voi mi avete dato la vita. Voi siete la mia famiglia di origine. Da voi ho imparato tante cose, alcune le tengo, altre le lascio andare. E prendo tutto l’amore che è dietro ogni cosa che avete fatto o non avete fatto.» Loro hanno disteso le mani con i palmi verso l’altro, daI palmi si materializzano delle rose rosa. Le rose vengono verso di te, ti entrano nel petto e sono nutrimento per il cuore.

Dopo aver ricevuto tutto questo amore, nella forma delle rose, ti sei girata per guardare la tua vita e il tuo corpo si è aperto come se fosse un libro. Da dentro è esploso fuori un giardino. In realtà è un parco immenso che comprende vallate, montagne, fiumi, foreste, però si chiama “Giardino Interiore”. Ti ho vista camminare, inizialmente in un prato, con lo sfondo bellissimo dei boschi in lontananza, delle montagne, tra cui alcune sono molto alte. Cammini sul prato e hai al collo un cordino di cuoio con un sacchettino di pelle, ogni tanto prendi da questo sacchettino una piccola manciata di semi, li metti nel palmo della mano sinistra e selezioni: i semi che scegli di seminare li prendi con la mano destra e li spargi sul terreno, lì subito nascono fiori, piante da frutto, ecc. Ti restano nella mano sinistra dei semi scuri, neri. Tu li tieni, chiudi il pugno, te lo avvicini all’orecchio e ascolti, poi li porti davanti alla bocca, con il pugno chiuso, e gli sussurri delle cose, come a tranquillizzarli, poi li rimetti nel sacchettino.

Cammini sul prato fino a che arrivi ad una foresta che è diversa da altri boschi che vedo in lontananza, è proprio buia. Dal margine della foresta tu guardi dentro e si vedono gli occhi di lupo grossi e rossi come il fuoco. Tu sai che è un lupo molto grande, anche se il corpo non si riesce quasi a distinguere perché è fatto di ombra. Tu sei al margine della foresta e dici: «Sono pronta.» Con un grande senso di avventura ed un sorriso, entri.
Entri nella foresta fitta. cammini un po’, arrivi in una zona in cui ci sono dei rovi. Mentre cammini il tuo abbigliamento cambia: partendo dai piedi ti si creano addosso degli stivali di pelle alti fino sopra il ginocchio, hai una calzamaglia, una tunichetta, un cappello come quello di Robin Hood e hai le orecchie a punta, sei piccola, sei diventata piccola come un folletto e sei maschio. Inizi a muoverti in questa zona in cui ci sono anche i rovi, dove un umano non può passare senza farsi strada con qualche strumento. Tu ti muovi facilmente, sembra quasi che voli perché riesci a fare dei balzi con grande leggerezza passando da un punto ad un altro molto lontano.

Sotto i rovi ci sono dei cunicoli. Il lupo si aggira lì sotto, conosce così bene quell’area così intricata, che il suo pelo non rimane assolutamente impigliato nei rovi, perché sa dove andare, sa dove muoversi. Anche tu sai dei cunicoli, però non hai voglia di andare là sotto a fare il SUO gioco, sai anche che ci sono delle aperture attorno e prima o poi il lupo uscirà. Così ti apposti, appena il lupo mette fuori il naso, tu che sei grande poco più della sua testa, gli prendi il naso, gli dai un bacio con lo schiocco sul naso. Il lupo-ombra è così stupito che rimane immobile. Tu fai un salto verso l’alto, ridendo come un matto, il suono della tua risata, nell’aria, si trasforma in fragoline e in sfere di cristallo che esplodono tintinnando. Sali fino sopra la foresta, fino alla cima, fino alle foglie più alte della foresta, stai lì un istante. Cambi di nuovo sembianze: ti togli gli stivali e diventi come una fatina, con ali leggere, voli sopra la foresta fino a tornare al punto di partenza. Appena atterri cambi e torni così come sei ora. Rimani pochissimo in questa forma perché vedo una tua vita precedente.

Sei vicino ad un fiume, ad un prato, hai un vestito molto elegante, lungo fino ai piedi, forse siamo nel 1700/1800. Hai i capelli neri, lunghi, raccolti sul capo. Sei vicino al piccolo torrente e leggi un libro. E’ una grande concessione il fatto che abbiano fatto studiare una donna, fino a saper leggere. Tu in questo libro leggi, non sai cosa ti stanno rubando con quelle parole, però lo senti, è un libro scritto per le donne di quell’epoca e insegna come comportarsi. Non hai idea di cosa ti stiano rubando, ma tu sai che è un furto e non puoi parlare di questa sensazione con le tue coetanee perché loro, nella loro beatitudine della loro situazione agiata sono totalmente conformate all’educazione che gli viene impartita. Non puoi parlare con le donne più anziane di te (c’è una zia con un un abito nero con sotto merletti bianchi, austera) non ne puoi parlare perché ciò di cui vorresti parlare è un dogma che non è neanche da discutere. Chiedo che sia posto rimedio perché lì qualcosa della tua anima è stato portato via tramite l’educazione.

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Ti viene data la forza per appallottolare il libro come se fosse solo un foglio di carta, lo butti nel fiume, affonda, ti sporgi sul fiume, sei in ginocchio con le mani a terra, guardi quello che sta succedendo al libro appallottolato in fondo al fiume. Arrivano dei pesci che lo sbocconcellano, non lo mangiano, ne strappano dei pezzi, e le parole, l’energia delle parole, si disperde completamente nell’acqua diventando come un humus, un’energia neutra da poter utilizzare per qualsiasi scopo, le parole perdono il loro scopo iniziale e diventano energia neutra che può essere usata liberamente.
Quando tutto il libro è scomparso, non hai più i capelli legati, i capelli sono sciolti, lunghi fino al sedere. Ti alzi in piedi. Con la mano destra fai un gesto come quando si cerca di afferrare qualcosa nell’aria e dici: «Sei mia!» Non ho visto cosa hai preso, mi avvicino per guardare. Tu apri lentamente la mano destra, con la sinistra formi una coppa sopra per non far scappare quello che c’è dentro: c’è una sfera luminosa: è la vita! Quindi la metti in bocca e la ingoi, intera.

Ora sei di fronte alla Dea Madre che ha, in questo caso, dell’abbigliamento in parte guerriero, porta una corona che sembra una foglia di acero. Le dici: «Nel rispetto della mia madre biologica, io prendo da te il mio potere di donna.» Ti inginocchi davanti a lei, lei ti mette le mani sulla testa e ti dà tre benedizioni: la benedizione del cervo, la benedizione del cavallo e la benedizione dell’aquila. Ad ogni benedizione ho visto il tuo corpo trasformarsi nei tre animali e prendere il potere di questi animali.

E’ arrivato il compito: per dieci volte, anche non consecutive, chiederai alla te bambina che cosa vuole. Può essere qualcosa che le è stato negato nel passato, o semplicemente ciò che vuole in quel momento. Ed è la te piccola a rispondere, quindi, per esempio, se volesse essere coccolata, accudita, chiediti come, perché ad un bambino non dai le coccole solo con l’intenzione, lo fai anche materialmente, chiediti come rispondere e fallo. Può chiederti anche cose ludiche come andare al luna park e mangiarsi lo zucchero filato. Per dieci volte ascolterai il desiderio o il bisogno della te piccola e risponderai.

Silvia Festa (Tratto da un viaggio sciamanico)



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