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Il lago che custodisce i pezzi di anima

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il lago che custodisce i pezzi di anima

Quello che segue è una parte di un viaggio sciamanico fatto per aiutare una persona, ma che contiene immagini e significati che possono essere utili a molte persone. Benché un trattamento sciamanico personale abbia una forza decisamente superiore alla lettura del suo racconto, questo è comunque prezioso: contiene una forza che ha un grande impatto sulla nostra energia a tutti i livelli, fino a creare cambiamenti nella vita ordinaria. La forma della scrittura a volte è sacrificata al fine di mantenere intatto il flusso energetico così come è arrivato durante il viaggio, le ripetizioni fanno parte del flusso. Prima di iniziare a leggere entra in uno stato di rilassamento, poi leggi sentendoti protagonista del viaggio, in modo da lasciare che l’energia arrivi nel tuo profondo e tu ne tragga beneficio. Un altro modo per utilizzare questo viaggio sciamanico è entrare in meditazione e visualizzare quanto descritto.

La prima cosa che mi è stata mostrata è un piccolo lago profondissimo con l’acqua completamente nera, non trasparente, sembra quasi che ci si possa camminare sopra, ma è acqua, di colore nero lucido.
In fondo al lago ho visto tre bagliori più forti e uno più lontano, perciò arrivava più debole. Ho capito che erano quattro pezzi di anima: i tre più vicini alla superficie si possono recuperare oggi, il quarto non lo recupereremo oggi.

Vicino al lago, seduto vicino all’acqua, c’è un bambino di dodici anni, brasiliano, con treccine, perline colorate nei capelli, vestito un po’ dismesso come se fosse un bambino di strada ma con oggetti molto tribali nei capelli. Mi sono avvicinata per capire che presenza fosse. Quando mi son avvicinata ho sentito che lui si mostrava in quelle forme perché oggi non è il momento di mostrarsi nella sua forma abituale. E’ un essere che è al di là del bene e del male. Non parteggia né per il male né per il bene: è al di là del bene e del male. L’ho sentito potentissimo, guardando i suoi occhi ho sentito che è una cosa molto antica.
Nel piccolo spazio che c’è tra lui e l’acqua, getta le conchiglie e gli ossicini, le conchiglie sono piccole (*), tonde da una parte e la fessura dall’altra, gli ossicini sembrano falangi di un animale, questi oggetti sono molto bianchi con qualche striatura beige. Il bambino lancia queste conchiglie e ossicini per fare una divinazione. Lanciava e vedeva ciò che ti sarebbe accaduto, dopo un po’ lanciava di nuovo e la lettura era diversa perché nel frattempo le circostanze erano diverse, quello che tu avevi creato era diverso, quindi la lettura del futuro era diversa.

Appurato che lo spirito vicino al lago fosse lì a proteggere quel tuo lago e i pezzi di anima che ci sono sotto, l’ho lasciato al suo lavoro di divinazione e ho chiesto alla mia guida di recuperare i tre pezzi di anima che avevo sentito che si potevano recuperare.
La mia guida mi ha detto che non poteva farlo, ciò mi ha sorpreso perché non mi era mai accaduto.

A dimostrazione di quanto detto è entrata nell’acqua e le sue zampe sono diventate nere, quindi è uscita ed è tornata del suo colore normale.
Allora ho chiesto al bambino brasiliano se è tempo, se si può aprire la porta. Lui ha guardato la mia guida e su di lei non ha avuto alcun dubbio, poi ha guardato me, a lungo negli occhi, vagliandomi profondamente, e mi ha detto: «Ma tu sei pronta?». Io ho risposto: «Non lo so, però sono qua, vediamo…». In un attimo ho sentito cosa è quell’acqua: ho sentito un dolore profondissimo, come un abisso, e dolore fisico, ho perso contatto con i miei organi interni, con lo stomaco, tutta la parte dell’addome a sinistra sia davanti che dietro e un po’ verso l’ombelico, ho perso contatto con gli organi tranne che con il dolore che veniva da quella zona. Lo spirito mi ha detto: «Trasforma te stessa». (**) Sono stata sorpresa perché sentire così forte il dolore di un’altra persona nel corpo non mi era mai successo, quindi ho cercato di recuperare le conoscenze che ho per alleviarmi dal dolore. La prima cosa che ho tirato fuori dal mio carnet di conoscenze è stata la frase: «Anche tu hai il diritto di esistere», perché è nell’accoglienza che qualcosa può essere trasformato. Qualche miglioramento è successo. Allora ho chiamato la Dea Madre, maestra dell’accoglienza, affinché mi aiutasse in questo lavoro. La Dea Madre si è presentata con le sembianze di un’africana molto prosperosa. Si è messa dietro di me e le cose sono migliorate decisamente, ma non arrivavo a far sparire completamente il dolore. Mi sono anche accorta che io VOLEVO che il dolore sparisse: primo perché non mi volevo tenere una cosa nata dalla risonanza con il Cliente e non avevo voglia di lavorarci in seguito, secondo perché ciò che stavo facendo era funzionale alla richiesta posta dal Cliente. Perciò avevo questi due obiettivi da raggiungere, ma ho anche capito che AVERE questi obiettivi, era un impedimento al raggiungimento dell’obiettivo. Senza che lo chiedessi, è stata condotta davanti a me una me di un passato lontano, guerriera, con in testa un copricapo formato dalle corna e dalla pelle di un bufalo, vestita con pelli, molto spartana ma molto femminile:

in questa me c’é l’energia della guerriera, senza perdere l’energia del femminile. Lei mi ha detto: «La forza del mio successo è venuta dal fatto che a me non importava né della vita né della morte, né dell’esito della battaglia». Ho incorporato questa me del passato lontano, con le sue conoscenze, e ciò ha fatto completamente sparire sia quel dolore che non è fisico, che va al di là dell’emotivo, sia il dolore fisico. Ho pensato tra me: «Sono portata in maniera molto concreta e pratica nel concetto: “Lo sciamano è colui che guarisce sé stesso”».

A questo punto ho guardato di nuovo il bambino brasiliano che mi ha fatto un cenno verso l’acqua, dove si è aperta una botola rettangolare, da lì partono, fatti di acqua, dei gradini: una scala scende. Sono scesa nelle profondità del tuo lago, con la mia guida ho raccolti i tre pezzi di anima. Ogni pezzo di anima porta una qualità diversa: la prima porta la gioia, la seconda porta la speranza e la terza la carità. Non avendo sentito dentro di me il significato del terzo pezzo di anima (al di là di ciò che conosciamo del termine) ho chiesto spiegazioni, la mia guida mi ha fatto un gesto che significava “non hai capito niente” e mi ha detto: «compassione».
Ti ho riportato i tre pezzi di anima, la botola si è chiusa, il bambino continua a rimanere sulle sponde del tuo lago.

Ho visto te di fronte a tuo padre, nella forma di ragazzo, avevi un fagotto in mano, e gli hai detto: «Ho cercato di toglierti il dolore ma non ci sono riuscito, e ora te lo rendo perché è tuo.» Ti sei avvicinato a lui, hai deposto il fagotto per terra, ti sei sollevato, non eri più un ragazzo ma hai l’età di oggi. Tuo padre ha steso le mani verso di te, tu le hai prese e lui ha detto: «Finalmente».

(*) si chiama “conchiglia monetaria”
(**) certe forti esperienze vengono date SOLO quando le persone sono in grado di superarle

Silvia Festa (Tratto da un viaggio sciamanico)

Anche tu puoi avere il tuo personale trattamento sciamanico, vedi qui.