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Tecnica per ricordare i sogni e Perché ricordarli.

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tecnica per ricordare i sogni

Per un lavoro sui sogni la premessa è ovviamente ricordarli. Quando ciò non avviene, visto che tutti sogniamo ogni notte, abbiamo inconsciamente attivato una strategia di difesa che mira a rimuovere quel messaggio scomodo da accettare, poiché, nella piena verità, ci mette di fronte a noi stesse. (*) Ma quando il desiderio di ricordare si tramuta in volontà, l’inconscio si dimostra pronto a recepire l’input. Serve allora semplicemente qualche piccola strategia rituale, che abbia la funzione di comunicare in profondità il nostro proposito nell’unico linguaggio utile a superare i filtri della ragione, quello dei simboli e delle metafore. Un giochino interessante e utile a tale proposito si può attuare prima di addormentarsi, nel momento in cui ci siamo già infilate a letto. Avendo precedentemente preparato un bicchiere d’acqua sul comodino e sedute comode con la schiena poggiata alla spalliera, portiamo lentamente l’acqua alle labbra e, bevendone un sorso, pronunciamo anche solo mentalmente la frase “io ricordo il mio sogno”. Posiamo altrettanto delicatamente il bicchiere e ripetiamo l’intera operazione due altre volte.
L’acqua è vita, è a sostanza di cui in massima parte siamo composti, ha una sua memoria e veicola informazioni. Tre sono i livelli di comprensione e di profondità dell’essere umano procedendo dal conscio all’inconscio. Inoltre, quando si fanno richieste all’Universo, e quindi a noi stesse, essendo microcosmo nel Macrocosmo e fatte a sua immagine e somiglianza, occorre sempre usare il tempo presente e mai negazioni. Per esempio la frase “io non dimentico i miei sogni” implica la possibilità di dimenticare, insinua il dubbio e risuona dentro di noi come “io dimentico…”.

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Altrettanta attenzione dobbiamo porre ai verbi servili. Posso ricordare o Voglio ricordare non definiscono il momento, come il futuro ricorderò, che per il nostro inconscio oggi non esiste.

La mattina dopo, il risveglio non deve essere brusco. Prima di alzarci, cerchiamo quindi di dedicarci qualche minuto di calma per osservare senza sforzi se affiorano sensazioni o scene inerenti all’attività onirica della notte. E’ molto utile tenere un taccuino nei pressi del letto, su cui appuntare anche solo una parola che funga da promemoria, quando qualcosa emerge. E non trascuriamo l’importanza dei semplici frammenti. Ci accorgeremo che nel tempo la capacità di ricordare aumenta notevolmente.
Se non è sufficiente una volta, ripetiamo il nostro piccolo rituale qualche giorno di seguito e non demordiamo. Ricordare i sogni non è una magia o un caso, la dote di qualcuno piuttosto che di un altro, ma semplicemente un fatto dipendente dalla nostra volontà. Possiamo inoltre favorire il processo recuperando un sano stile di vita. Tempi oppressivi, orari sballati, alimentazione pesante e assunzione di sostanze alteranti (alcol, droghe ma anche abuso di farmaci) ci allontanano da noi stesse e inibiscono in maniera evidente la nostra lucidità. Prenderci cura di noi attraverso abitudini più sane è una forma di rispetto che ci dobbiamo.
Quando abbiamo imparato a ricordare i sogni, il passo successivo è apprendere a ricavarne un messaggio che sia utile a migliorare la qualità della nostra vita e a evolvere. […]

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Lavorare sul sogno è un’esperienza energetica e non intellettuale. Il sogno è la porta di accesso ai misteri di vita e morte, di trasformazione, come ormai ci è più familiare definirli. Ci consente di arrivare ovunque desideriamo, di affrontare le nostre paure e di guarire, come racconta anche l’artista sciamano A. Jodorowsky:

Il sogno, infatti, mi ha insegnato a reagire di fronte alle mie paure. C’è stato un periodo in cui avevo spesso lo stesso incubo: ero in un deserto, e dall’orizzonte si levava un’immensa nube di negatività, un’entità psichica decisa a distruggermi. Mi svegliavo gridando, sudato fradicio… un giorno mi sono stancato e ho deciso di offrirmi a lei in sacrificio. Nel culmine del sogno, in uno stato di lucido terrore, mi sono detto: “D’accordo, non sceglierò di svegliarmi. Devi solo venire da me e distruggermi”. Quell’essere si avvicinò ma, come per incanto, si dissolse all’improvviso. Mi svegliai per qualche secondo per riprendere poi a dormire tranquillo. Allora ho capito che siamo noi ad alimentare le nostre paure. Ciò che ci intimorisce perde qualsiasi potere nel momento in cui smettiamo di combatterlo. E’ uno degli insegnamenti esemplari del sogno lucido. Spesso sono riuscito a dissipare la paura del destino filane, attraversando la mia propria morte. (**)

I metodi di lavoro sul sogno sono davvero tanti e fruttuosi. Non dovrebbero condurre a un’interpretazione ma a una rinnovata fiducia nelle proprie capacità intuitive e di auto-guarigione.

(*) Il testo è stato scritto rivolgendosi alle donne, ma la tecnica è valida anche per gli uomini

(**) A. Jodorowsky, Psicomagia

[Tra parentesi quadre note di Silvia Festa]

Tratto da Zuleika Fusco – Viaggio nelle energie del femminile

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